21/03/2010

21 marzo, primo giorno di primavera e giornata mondiale della poesia. Ricordando Alda Merini...

Ricordiamo per l'occasione, Alda Merini, grande poetessa scomparsa da poco, nata proprio in questo giorno con una sua poesia che molto la descrive

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.

Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

(Alda Merini)


Sarà celebrata in Italia e in tutti gli Stati membri dell'Unesco, come ogni anno, il 21 marzo, la giornata mondiale della poesia
Dal 1999 per stimolare e promuovere la divulgazione dell'espressione poetica, l'Unesco ha dichiarato il primo giorno di primavera Giornata Mondiale della Poesia.
Da allora la Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco si occupa di promuovere, coordinare, monitorare e pubblicizzare le manifestazioni in programma nel Paese in questa ricorrenza.


01/12/2009

PER RICORDARE. "IL MALE DI DARIO BELLEZZA - vita e morte di un poeta" (1° Dicembre giornata mondiale contro l'AIDS)

dal DIARIO, LIBRO - RICORDO di MAURIZIO GREGORINI

30 MARZO

...In macchina verso l'ospedale. All'entrata incrociamo Anna Maria e Francesca che urlano al telefono: "bisogna spostarlo! bisogna spostarlo! così lo perdiamo!".
Ma sanno, si rendono conto che Dario ha l'AIDS, è un uomo in fase terminale?
quello di cui non vi è proprio necessità, è l'isteria di queste donne. Noi le lasciamo fare. Saliamo in camera.
Lo troviamo che riceve,irriconoscibile, ossigeno da una mascherina. I medici della struttura ospedaliera hanno diagnosticato una grave polmonite. Al poeta, probabilmente, restano dalle sei alle dieci ore di vita.

ore 3.00

...Una nuova crisi respiratoria, il respiro è spaventosamente lento, rotto. Si attenua fino a divenire un sibilo. Poi d'improvviso, due, tre colpi forti, decisi. Seguono alcuni rantoli spaventosi e infine lo sfiatamento, la lingua riversata fuori dalla bocca, gli occhi chiusi, la testa reclina.
Sono esattamente le 3.25 di domenica mattina 31 Marzo.
Chiamo il medico,le infermiere. Arrivano con l'attrezzatura per il cuore, stimolano, tentano di tutto. Io assisto. Mi convinco della sua morte dicendomi che almeno le ultime ore non ha sofferto,era incosciente.

...il corpo di Dario appare rilassato, nel viso non vi è traccia alcuni dei segni della morte.
Le infermiere debbono preparare la salma.
tagliano in due la maglietta che Dario indossa, su cui è stampata una vecchia foto che lo ritrae al mare, in salute, col suo solito sguardo vivido e perspicace.
lo compongono mettendogli i piedi l'uno sull'altro e legandogli i polsi a croce. Vi attaccano un cartellino col nome e cognome,il giorno, l'ora del ricovero e del decesso, infine lo avvolgono con un lenzuolo bianco.
Dario è immobile, sembra rilassato,la sua faccia ha ripreso un'espressione serena. Lo tocco. è ancora caldo. chiedo di poter tenere la maglietta tagliata. Acconsentono. Sono contento perchè di certo sarebbe stata gettata. Alle 5.40 il corpo viene portato all'obitorio.
Rimasti nella stanza, ci dividiamo i compiti, a me spetta di avvertire i giornali e dare la notizie della morte tramite l'Ansa. Esco dallo Spallanzani alle 6.00
...Arrivo a casa mia alle 7.00, mi stendo sul letto, sfinito. Provo una grande stanchezza. Accendo il televisore. I primi giornali danno la notizia. Mi fa un certo effetto. Ora è tutto veramente finito.
Tento di dormire.
(Maurizio Gregorini)

"Ecco come muore un poeta: abbandonato, impoverito, quasi miserevole nello scoprire che l'arte, in fin dei conti, è solo finzione; che alla fine rimane sola la miseria della vita....i poeti non dovrebbero morire mai, dovrebbero avere la stessa potenza dei loro versi: l'immortalità".
(Giuseppe De Grassi)

03/11/2009

“…come una manciata di fango che diventa luce”.

“…come una manciata di fango che diventa luce”.

Alda Merini, 78 anni, è morta in ospedale a Milano ieri 1 novembre ’09.

Nata a Milano il 21 marzo 1931, inizia a comporre all’età di quindici anni e riceve i primi riconoscimenti sin dall’anno successivo.

Frequenta la casa di Giacinto Spagnoletti, conosce Giorgio Manganelli che fu un vero maestro di stile per lei oltre che suo primo grande amore.

Ancora, Angelo Romanò, Maria Corti, Luciano Erba e Davide Turoldo.

Nel 1965 viene ricoverata in un’ospedale psichiatrico, condizione che le dà spunto per alcuni suoi testi ispirati al manicomio. Lo lascerà definitivamente nel 1972, anche se l’alternanza di periodi di lucidità e follia continua fino al 1979.

Molto nutrita la sua bibliografia era considerata una delle principali poetesse del ‘900.

Era stata proposta per il nobel per la letteratura dall’ Accademie Francaise nel 1996.

Ci lascia orfani di una presenza di grande valore etico, ed eredi di un enorme ricordo e di forti emozioni.

Forse questa una delle sue poesie che la descrive di più.

 

“Sono nata il ventuno a primavera

Ma non sapevo che nascere folle,

aprire le zolle

potesse scatenare tempesta.

Così Prosperpina lieve

Vede piovere sulle erbe,

sui grossi frumenti gentili

e piange sempre la sera.

Forse è la sua preghiera”.

[Alda Marini,da Vuoto d’amore,1991]

 

R.L.